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Solarolo
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mwhgSolarolo (mwhwSlarôl in mwiaromagnolo) è un mwiqcomune italiano di mwig4 462 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjwprovincia di Ravenna in mwkaEmilia-Romagna.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Strade
• Ferrovie
• Note
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Storia
Età antica
Nel territorio comunale è stato rinvenuto un villaggio dell'mwnwEtà del Bronzo, oltre a reperti risalenti all'mwoaEtà del Ferro, che testimoniano l’antica presenza in questi luoghi di comunità dedite all’allevamento e all’agricoltura.cite-ref-0-5-0[5]cite-ref-6[6]
Appartengono al periodo romano invece la settantina di mwqgmwqwvillae (ovvero insediamenti rurali) rinvenute, che hanno restituito marmi, tessere di mosaico, intonaci e dipinti e una lapide funeraria del I secolo a.C. appartenente a cittadini della tribù Pollia.
Medioevo ed Età moderna
Il toponimo mwrgSolarolius è menzionato per la prima volta l'8 luglio mwrw993 come nome di un mwsamwsqfundus.cite-ref-7[7] Bisogna attendere il mwtg1138 per leggere del mwtwcastrum Solarolii (cioè di un centro fortificato), andato distrutto in quell'anno dai Faentini nella lotta contro mwuaBologna per la supremazia sul territorio tra i fiumi mwuqSanterno e mwugSenio. Il mwuwcastrum venne poi ricostruito, sempre dai faentini, verso il mwva1341, dopo il passaggio dal dominio mwvqbolognese a quello dei mwvgManfredi sul feudocite-ref-saviotti-8-0[8]cite-ref-9[9].
La struttura urbanistica del nucleo originario di Solarolo è tipica dei centri di fondazione medioevale, con alcune strade parallele ed una trasversale di collegamento. I tre assi principali corrispondono a via Fioroni, corso Mazzini e via Foschi, attraversati perpendicolarmente da via Beltrani. Nel punto in cui via Beltrani incrocia corso Mazzini sorse la chiesa arcipretale, intitolata inizialmente a San Sebastiano, oggi a Maria Assunta. Il centro abitato era protetto da una palizzata; l'unica porta era rivolta verso ovest. Non vi era ancora una piazza del mercato: le compravendite si effettuavano all'esterno del paese, nello spazio tra la porta e il canale dei molini di Castel Bolognese-Lugocite-ref-saviotti-8-1[8].
A partire dal mwzqXV secolo le originarie abitazioni in materiali precari (soprattutto legno e paglia) furono sostituite da edifici in muratura. Verso il 1460-1465 i Manfredi edificarono una nuova rocca, incorporandovi la torre costruita dai bolognesi nel XIV secolo. La rocca si estendeva tra le attuali piazza Garibaldi e via Eugenio Montale. Successivamente la palizzata fu sostituita da una cinta muraria, che inglobò la vecchia torre. Il toponimo “via del Guasto” indica lo smantellamento della vecchia fortificazione ed il riempimento del suo fossato. Nello stesso periodo fu eretto l'oratorio dell'Annunziata con annesso mwzghospitale per poveri e pellegrinicite-ref-saviotti-8-2[8].
Nell'anno mwba1500 mwbqCesare Borgia espugnò Faenza. Solarolo, non potendo ricevere aiuto, si arrese spontaneamente. Terminata la breve signoria del Borgia sulla Romagna, entrò a far parte dello Stato Pontificio (1506). Nel 1514 Solarolo uscì dall'orbita faentina: "il Castello con le sue ville" fu concesso in pegno ai mwbgGonzaga nel mwbw1514; due anni dopo iniziò il reale dominio della Casa di mwcaMantova che si protrasse fino al mwcq1573, con l'intermezzo del governo diretto di mwcgIsabella d'Este (1529-1539). Nel 1542 fu fondato il mwcwMonte di Pietà. I Gonzaga ristrutturarono la rocca ed edificarono la prima residenza municipale. Successivamente Solarolo tornò a far parte dello Stato della Chiesa. Nel mwda1574 divenne "governo di Consulta", cioè comunità autonoma presieduta da un governatore nominato da Roma, facente parte della mwdqlegazione di Romagnacite-ref-10[10]. Nel mweg1587 fu aperta una porta sul lato est delle mura per migliorare l’accesso da Faenza. L'anno seguente fu edificata la chiesa del Rosario (1588). Verso la metà del Seicento venne soppresso, dopo 130 anni circa di vita, il conventino dei Serviti, situato fuori dal Castello, detto "di San Sebastiano", dal quale proviene il culto del santo patrono del paese (assieme a San Rocco). Il terremoto del mwew1688 colpì gravemente la rocca manfrediana, che da allora non fu più abitabile e venne progressivamente smantellata. Il fossato tra la rocca e il paese fu riempito per creare una piazza del mercato (l'attuale piazza Garibaldi)cite-ref-saviotti-8-3[8].
I secoli mwgqXVII e mwggXVIII, politicamente stabili, furono caratterizzati dal generalizzato fermento dovuto alle confraternite locali, alle quali è da attribuire anche la ristrutturazione di edifici di culto: il santuario della Beata Vergine della Salute (1731-1736) e l'oratorio dell'Annunziata (1743), entrambi tuttora esistenti. Lo stesso avvenne per la chiesa arcipretale negli anni 1775-1776. Sulle mura di via Mirasole fu costruita una fila di case, sfruttando la favorevole esposizione al sole.
Nel mwha1807 il governo mwhqdipartimentale risistemò la strada che da Faenza giunge a Felisio e poi a Lugo (l'odierna strada provinciale n. 7) e fu costruito un ponte di legno sul mwhgSenio. Ne beneficiarono i collegamenti verso Faenza e verso Lugo. Nello stesso periodo fu edificato in fondo a via S. Sebastiano il primo cimitero comunale esterno all'abitato, come imponevano le leggi napoleoniche, smantellato nel 1870 per essere sostituito da quello attualecite-ref-saviotti-8-4[8]. Dal mwiw1810 al mwja1814 Solarolo visse un breve periodo sotto il dominio del comune di mwjqCastel Bolognese, dal quale si emancipò nel 1815, divenendo poi nel mwjg1816 governatorato della mwjwlegazione apostolica di Ravenna, fino a risultare podesteria del signore di Castel Bolognese dal mwka1827.
Intorno alla metà del secolo fu edificato l’ospedale (oggi casa di riposo) che sostituì il vecchio mwkghospitale annesso all'oratorio dell'Annunziata. Con il plebiscito del mwkw1860, Solarolo entrò a far parte del mwlaRegno di Sardegna, che l'anno dopo divenne mwlqRegno d'Italia. Il 24 agosto mwlg1863 il paese fu raggiunto dalla mwlwferrovia Castelbolognese-Ravenna. Siccome la linea ferroviaria attraversa via Felisio, la strada fu allargata ed affiancata da alberature. Divenne la via del passeggio e indirizzò il successivo sviluppo urbanistico a partire dal nuovo secolo. A fine Ottocento, per facilitare il traffico veicolare, le due porte ad est e ad ovest del paese furono abbattutecite-ref-saviotti-8-5[8].
Dal XX secolo ad oggi
Fino al mwng1944 la mwnwseconda guerra mondiale non fu avvertita a Solarolo. Invece nei quattro mesi durante i quali il fronte si arrestò lungo il Senio (dicembre 1944-marzo 1945) il paese fu duramente colpito. L'offensiva finale degli Alleati scattò il 9 aprile, accompagnata da bombardamenti che semidistrussero l'abitato. Il 55% degli edifici del centro andò distrutto e il 25% venne gravemente danneggiato. Tra i caduti civili si ricordano quelli dell'eccidio di ponte Felisio (2 settembre 1944), vittime di una rappresaglia, e quelle della torre della rocca, minata dai tedeschi. Il giorno prima della liberazione i tedeschi, abbandonando il paese, minarono e fecero saltare la torre manfrediana del Comune, sotto la quale vi era un rifugio che ospitava molte persone, 43 delle quali perirono (10 aprile 1945). La 43ª Divisione Gurka (mwoaIndia) e i soldati della 3ª Divisione del mwoqII Corpo d'armata polacco entrarono in paese l'11 aprile 1945. La chiesa arcipretale, pressoché distrutta, fu demolita, così come il palazzo comunale.
La chiesa arcipretale fu ricostruita nel 1955, seguita l'anno dopo dal nuovo Municipio, che comprende la torre civica ricostruita sul modello di quella antica. Verso il 1965, sulla base di antichi disegni, fu ricostruita la porta occidentale quattrocentesca. L’espansione edilizia del dopoguerra ha interessato prevalentemente le zone ad est e sud del nucleo antico. Negli anni 1970 sono state realizzate, nella zona sud, gli impianti sportivi (piscina scoperta e campo da calcio) e la nuova scuola media. Le aree produttive si sono concentrate, a partire dagli mwowanni 1980, ad est del paese, lungo via Felisiocite-ref-saviotti-8-6[8]. Dal punto di vista demografico, Solarolo nella seconda metà del mwqaXX secolo ha avuto una popolazione sostanzialmente stabile: 4.091 abitanti nel 1951, 4.307 nel 1961, 4.153 nel 1971 e 4.212 nel 2001.
Simboli
«D'azzurro, a tre covoni di rosso, posti l'uno accanto all'altro, sinistrati da una torre d'argento, munita di tre merli alla ghibellina, il tutto attraversante una campagna d'oro; l'insieme accompagnato nel cantone destro del capo da un
sole
figurato e radioso d'oro.»
Lo stemma è piuttosto antico: sarebbe stato scolpito sui cannoni della rocca costruita da Astorgio Manfredi nel XIV secolo. Rappresentazioni del XVI secolo mostrano la sola figura del sole, evidente richiamo al toponimo, e in questa forma rimase in uso fino al 1861 circa. Nel 1896 compare la torre a ricordare l'antico mwrwcastrum Solarolii, fondata su una campagna con degli arbusti che nel 1948 verranno interpretati come fiori generici fiori e in seguito come covoni di grano a rappresentare la produzione agricola del territorio. Nel 1951 lo stemma acquista una forma aulica, con corona nobiliare, figure allegoriche e un complesso scudo modanato.
Il gonfalone è un drappo troncato di bianco e di rosso.
Onorificenze
Menzione onorevole di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)
«Al Comune di Solarolo»
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Regio decreto 5 giugno 1910
Il 27 gennaio mwua2012 il comune di Solarolo è stato insignito della mwuqMedaglia d'argento al merito civile, in memoria dei caduti per la libertà della mwugseconda guerra mondiale.
Medaglia d'argento al merito civile
«La popolazione del piccolo centro, di rilevante importanza strategica, partecipava con eroico coraggio alla guerra di Liberazione. Esponendosi alle ritorsioni delle truppe nazifasciste, sopportava sacrifici, distruzione e pesanti bombardamenti, offrendo alla causa della libertà un numero elevato di vittime e ingenti danni materiali. Fulgido esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio. 1944 - 1945, Solarolo (RA)»
—
Decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 2012
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
I principali monumenti religiosi del territorio sono la chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta (mwwwdiocesi di Faenza-Modigliana), chiesa parrocchiale di San Mauro (mwxadiocesi di Imola), la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Castelnuovo (diocesi di Imola), il santuario della Beata Vergine della Salute (costruito nella prima metà del mwxqXVIII secolo, fa capo alla parrocchia di Santa Maria Assuntacite-ref-13[13]) e l'oratorio dell'Annunziata (sconsacrato).
In occasione della mwywGiornata FAI di Primavera mwza2013, il Comune ha reso accessibili il santuario intitolato alla Madonna della Salute, l'Oratorio dell'Annunziata e il rilievo marmoreo della Madonna con Bambino.
Architetture civili
Palazzo comunale
Il Palazzo comunale di Solarolo sorge sul sito del precedente palazzo medievale, che venne distrutto nel corso della mw0aSeconda guerra mondiale; è stato successivamente ricostruito e nel 1989 ha subito il primo intervento di restauro.
La sala consiliare del Palazzo Comunale ospita le opere del Museo Civico della SS. Annunziata (mw0gvedi sotto), che includono tele e dipinti dal XVI al XIX secolo. La maggior parte di esse provengono dall'antico oratorio dell'mw0wAnnunziata. Proviene invece dalla Rocca, dove fu visibile per secoli, la «Madonna di Solarolo», un'antica scultura della Vergine in mw1amarmo di Carrara. L'opera risale alla metà del mw1qXV secolo. Sepolta tra le macerie della Torre civica, minata dai tedeschi in fuga alla fine della mw1gSeconda guerra mondiale, fu ritrovata pressoché intatta alla metà degli cinquanta. Da allora è collocata nel salone del consiglio comunale. Nel 2004 è stata attribuita ad mw1wAndrea del Verrocchio dallo storico e critico d'arte mw2aFrancesco Caglioticite-ref-14[14]cite-ref-15[15].
Architetture militari
Mura Manfrediane
Le mura di Solarolo furono realizzate in laterizio nella seconda metà del mw9qXV secolo su impulso della famiglia dei mw9gManfredi, signori di mw9wFaenza. Esse ricalcano in parte una cinta difensiva più antica (“steccato”) databile al secolo precedente. La cinta muraria, pur con numerosi restauri e rimaneggiamenti, conserva diversi elementi originali: la scarpa (la parte basamentale inclinata), un cordolo sommitale, e archi di rinforzo alla base che ne assicuravano stabilità e resistenza. Un lato (quello nord) è stato completamente smantellato; gli altri lati mantengono buone parti della struttura originaria.
Porta del Castello
La porta, anticamente detta “Porta Vecchia” o “di Ponente”, era la porta occidentale del castello/cinta muraria. Fu costruita nella metà del mw-gQuattrocento insieme alle mura, come ingresso principale. Nel corso dell’mw-wOttocento fu abbattuta e sostituita da un ingresso con due torrette. Successivamente, nel dopoguerra (intorno al 1965), venne ricostruita sul modello originario. Conserva lo stemma cinquecentesco della casata mw-aEste–mw-qGonzaga, segno delle dominazioni che si sono succedute sul territorio.
Maschio della Rocca
Il mwaqaMaschio, o "mastio" o torre, è ciò che oggi rimane della Rocca: completata verso la metà del mwaqeXV secolo, sorgeva fra l’area oggi di Piazza Garibaldi e Via Montale. Nel corso dei semi-secoli successivi, soprattutto nei primi anni del mwaqiXVIII secolo, gran parte della rocca fu smantellata: materiali e fondazioni originali sono ancora presenti, ma il corpo principale è in rovina. Uno dei momenti più drammatici della sua storia moderna fu il 10 aprile 1945, quando la Torre fu minata dai tedeschi rischiando conseguenze gravi per la popolazione: decine di solarolesi persero la vita.
Siti archeologici
Di particolare interesse nella zona di Solarolo è il mwaqusito archeologico dell'mwaqyEtà del Bronzo in via Ordierecite-ref-0-5-1[5]. Il sito occupava l'area di sette ettari e fu abitato dal 1600 al 1200 a.C. da una comunità stimata in 400-500 persone, dedite all'allevamento dei mwaqsbovini e alla mwaqwcoltivazione dei cereali (frumento, orzo, avena e miglio)cite-ref-19[19]. Le campagne di scavo sono iniziate nel mware2006cite-ref-20[20]cite-ref-21[21]. Sono stati rinvenuti anche reperti risalenti all'mwaroEtà del Ferro. Visitabile in occasione delle mwarsGiornate FAIcite-ref-22[22].
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 469 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
• mwas0Romania 138 3,10%
• mwas8Albania 127 2,85%
• mwateMarocco 61 1,37%
Religione
Nel comune di Solarolo sono presenti sette mwatqparrocchie facenti parte di due diocesi diverse, quella di mwatuFaenza-Modiglianacite-ref-24[24] (prevalente) e quella d'mwatoImolacite-ref-25[25].
Il principale luogo di devozione mariana è il santuario della Beata Vergine della Salute. La Madonna della Salute viene festeggiata in occasione dell'mwauaAscensione. Nata nel mwaue1730, è la festa religiosa più importante per la comunità solarolese. L'immagine è custodita nel Santuario dal mwaui1736.
Tradizioni e folclore
Festa dell'Ascensione (come da calendario religioso, nei tre giorni precedenti l'mwauuAscensione), nata nel mwauy1730 in occasione del trasferimento dentro le mura della targa ceramica devozionale della Beata Vergine della Salute, originariamente collocata in una celletta alla Collegiata. Secondo un'ormai collaudata tradizione, alla Festa sono presenti anche le delegazioni dei due comuni gemellati con Solarolo: mwaucKirchheim am Ries (Germania) con la banda municipale, la birra e specialità gastronomiche, e mwaugRhêmes-Notre-Dame (Valle d'Aosta) con i prodotti tipicicite-ref-comune-di-solarolo-26-0[26].
Cultura
Istruzione
Musei
• Museo Civico della SS. Annunziata, allestito nel municipio nuovo, conserva la raccolta di opere pittoriche del Comune. La maggior parte di esse provengono dall'antico oratorio dell'mwaviAnnunziata. Prima di essere di proprietà del comune, queste opere appartenevano alla Congregazione di Carità e alle Opere Pie.
• Museo della Beata Vergine della Salute.cite-ref-27[27]
Infrastrutture e trasporti
Strade
La viabilità locale si basa principalmente sulla mwawqStrada Provinciale 10 “Canale di Solarolo”, che collega l’abitato con i centri vicini. Il territorio comunale è inoltre attraversato dall’mwawuautostrada A14 Bologna-Taranto.
Ferrovie
Il comune di Solarolo è servito dalla propria mwaw4stazione ferroviaria, posta sulla mwaw8linea Castel mwaxaBolognese-Ravenna.
Mobilità urbana
Il comune è servito da linee di trasporto, operate da mwaxmStart Romagna, utilizzate soprattutto per il collegamento con mwaxqFaenza e gli altri centri dell’mwaxuUnione della Romagna Faentina.
Amministrazione
Sindaci dal 1946
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 31 marzo 1946 | 27 maggio 1951 | Luigi Tellarini | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 27 maggio 1951 | 22 novembre 1964 | Alieto Sarti | Partito Socialista Italiano | Sindaco | Confermato nel 1956 e nel 1960. |
| 22 novembre 1964 | ... | Marco Guerrini | Democrazia Cristiana | Sindaco | Confermato nel 1970. |
| ... | ... | | ... | Sindaco | |
| 14 giugno 1985 | 13 giugno 1999 | Umberto Mascanzoni | Partito Comunista Italiano , poi PDS | Sindaco | Confermato il 1º giugno 1990 Confermato il 24 aprile 1995 |
| 14 giugno 1999 | 7 giugno 2009 | Roberto Bezzi | L'Ulivo (a guida DS ), poi PD | Sindaco | Confermato il 14 giugno 2004 |
| 9 giugno 2009 | 26 maggio 2019 | Fabio Anconelli | Lista civica di centro-sinistra Cittadini per Solarolo | Sindaco | Confermato il 25 maggio 2014 |
| 27 maggio 2019 | 08 giugno 2024 | Stefano Briccolani | Lista civica di centro-sinistra Cittadini per Solarolo | Sindaco | |
| 09 giugno 2024 | in carica | Maria Diletta Beltrani | Lista civica di centro-sinistra Uniti per Solarolo | Sindaco | |
Gemellaggi
Solarolo è gemellata concite-ref-30[30]:
• Kirchheim am Ries, dal 17 settembre 1998
• Rhêmes-Notre-Dame, dal 18 gennaio 1999
Altre informazioni amministrative
Il comune di Solarolo dal 1º gennaio 2012 fa parte dell'mway4Unione dei comuni della Romagna Faentina.cite-ref-31[31]
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwazsmwazwmwaz0Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwaz4demo.istat.it, mwaz8ISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwaammwaaqmwaauClassificazione sismica (mwaaymwaacXLS), su mwaagrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwaawmwaa0mwaa4Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwaa8mwabaPDF), in mwabeciterefmwabiLeggemwabm mwabq26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwabuAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaby 151. mwabcURL consultato il 25 aprile 2012 mwabg(archiviato dall'mwabkurl originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-saviotti-88. ↑ Stefano Saviotti, mwaeoRelazione storica illustrativa allegata al Piano strutturale comunale associato, Faenza 2009. Scaricabile dal sito web del comune (comune.faenza.ra.it).
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cite-note-113. Regio decreto del 5 giugno 1910 mwafkche approva gli annessi elenchi degli enti e delle persone ai quali vennero conferite medaglie ed attestazioni di menzione onorevole per l'opera da essi data in occasione del terremoto del 28 dicembre 1908, pubblicato sulla mwafoGazzetta Ufficiale del Regno d'Italia mwafsn. 131 (straordinario) del 5 giugno 1910
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cite-note-2222. ↑ mwakymwakcSolarolo. Quasi mille visitatori alle giornate del FAI, in mwakgNuovo Diario Messaggero, 6 aprile 2013.
cite-note-2323. ↑ Dati tratti da: mwakwmwak0mwak4mwak8mwalaPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwalemwaliPDF), su mwalmebiblio.istat.it, mwalqISTAT. mwalumwalymwalcmwalgPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwalkesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-2424. ↑ Si tratta delle parrocchie di Santa Maria Assunta (principale), Santa Maria in Felisio, Santa Maria in Casanola e San Michele in Gaiano.
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